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FASE 2 RISTORANTI – L’EMILIA ROMAGNA REGOLAMENTA LE RIAPERTURE DEI RISTORANTI: SE NON SARA’ IMPUGNATA DAL GOVERNO, ANCHE LE ALTRE REGIONI POTREBBERO ADEGUARSI

L’assessore dell’Emilia Romagna Andrea Corsini, (con delega a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio): “Siamo tra i primi in Italia a tagliare il traguardo, grazie ad un grande lavoro di squadra”.“Lo abbiamo fatto nella consapevolezza dell’importanza di definire indicazioni chiare e condivise per agevolare gli operatori e di un’adeguata informazione rivolta alla clientela. Solo così riusciremo a superare tutti insieme questo periodo particolarmente difficile e ad uscirne più forti e coesi di prima“. Il 18 Maggio in Emilia Romagna non solo potranno riaprire bar e ristoranti ma a quanto pare anche tutta la parte balneare ovviamente con le opportune linee guida. Il Presidente Regionale Stefano Bonacini è pronto a far ripartire la sua regione dopo aver studiato insieme alla sua Giunta, soluzioni delle quali potrebbero beneficiare anche le altre Regioni Italiane.

“L’obiettivo del presente protocollo” si legge sul Documento ufficiale approvato nel tardo pomeriggio di mercoledì 13 maggio dalla Giunta a Bologna “è fornire linee guida e indicazioni operative, omogenee sul territorio regionale, finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento da adottare per contrastare l’epidemia di COVID-19 all’interno degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande e alle attività artigianali che vedono per l’asporto o per il consumo sul posto, in funzione dell’avvio della Fase 2 di riapertura“.

“In Emilia Romagna ripartiamo il 18 maggio con regole sicure per gli esercenti per i lavoratori e per tutti i clienti” dice Matteo Musacci vicepresidente della Fipe nazionale e presidente per l’Emilia Romagna oltre che fondatore a Ferrara del bel progetto Apelle “Siamo i primi in Italia a farlo, con regole certe e condivise tra le istituzioni e le parti sociali. È un protocollo che nasce dal confronto tra Fipe e le Istituzioni regionali, creato per far ripartire, pur tra mille difficoltà, i pubblici esercizi dell’Emilia Romagna. Le linee guida di Inail pubblicate nei giorni scorsi sulla stampa rimangono indicazioni che, nella realtà del nostro mondo, avrebbero reso impraticabile una riapertura e, per questo, ci siamo subito messi a lavoro per scrivere una valida alternativa. Ci auguriamo che presto queste linee guida potranno essere adottate da più regioni possibili“.

Dato che non esiste una normativa nazionale per i ristoranti, se non le indicazioni di Istituto Superiore di Sanità e Inail, ogni Regione avrà le sue direttive ma se quanto proposto dall’Emilia Romagna non verrà impugnato dal Governo le altre regioni potrebbero adottare le stesse norme. La Toscana, con le sue città d’arte e la costa dell’intera regione che ogni anno ospita centinaia di migliaia di turisti, auspichiamo aderisca a quanto proposto dall’Emilia Romagna che da decenni è leader nel settore turistico nazionale.

Riportiamo il comunicato stampa della Regione Emilia Romagna:

Ristorazione

Viene ribadito che all’ingresso del locale dovrà essere installata un’apposita cartellonistica, in italiano e inglese, per ricordare agli avventori le norme di comportamento da seguire. Per evitare assembramenti è prevista, se possibile, la separazione degli accessi in entrata e uscita, oltre al ricorso a sistemi di prenotazione telefonica e digitale con scaglionamento delle presenze. Assolutamente sconsigliato l’uso di appendiabiti in comune, il servizio guardaroba viene fornito solo se è possibile evitare il contatto tra gli abiti e gli altri oggetti personali dei diversi ospiti, ad esempio gli ombrelli.

Passando all’organizzazione degli spazi interni, i tavoli sono distribuiti in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra le persone sedute, fatta eccezione per gli ospiti che appartengono allo stesso nucleo famigliare o che alloggiano nella stessa camera, nel caso di un albergo, o comunque tutte le eccezioni previste dalle norme vigenti. La raccomandazione, comunque, è di privilegiare la sistemazione dei tavoli all’aperto, attraverso dehors o soluzioni simili, quando è possibile.

Il personale di sala dovrà ovviamente indossare le mascherine in tutti i casi ove non sia possibile mantenere il distanziamento di almeno un metro. Vietati buffet a self-service, mentre è consentito un servizio di selezione di cibi esposti distribuiti dal personale di sala. Si consiglia l’adozione di menù digitali su dispositivi dei clienti o, in alternativa, si procede alla igienizzazione dei menu dopo ogni uso. La biancheria da tavolo va sostituita ad ogni cambio di cliente, cosi come l’igienizzazione dei tavoli.

Bar

Le regole di accesso ai bar ricalcano quelle adottate per i ristoranti. Quindi ingressi contingentati, affissione cartelli informativi, forme di segnalamento a terra, presenza di dispenser con gel igienizzante. Il servizio al banco deve avvenire con il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Tassativamente escluso il fai-da-te, i prodotti in vendita (paste, pizzette, cracker, ecc.) dovranno essere serviti dal personale, possibilmente con servizio ai tavoli. Anche qui distribuiti in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra i frequentatori. I tavoli vanno puliti e disinfettati ad ogni cambio di cliente. Si incentivano il take away e la consegna a domicilio.

Per quanto riguarda servizi igienici e sistemi di pagamento, anche per i bar valgono le stesse regole dei ristoranti. Le procedure di sicurezza adottate nei locali interni vanno applicate anche per la gestione degli spazi esterni (dehors), con particolare attenzione per il corretto distanziamento tra i tavoli e la loro pulizia e disinfezione.

Asporto e consegna a domicilio

I cibi da asporto devono essere consegnati in contenitori idonei monouso accuratamente chiusi, sempre nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. Alla consegna del prodotto personale dell’esercizio e clienti sono tenuti ad indossare mascherina e guanti monouso.

Per le consegne a domicilio, su ordinazione telefonica oppure on line, gli addetti sono tenuti ad indossare mascherina protettiva e guanti monouso e all’atto della consegna devono rispettare la distanza di almeno un metro dal cliente. Favoriti i sistemi di pagamento elettronici all’atto dell’ordinazione. Se invece il pagamento viene effettuato in contanti o tramite Pos portatile, l’operatore provvede alla disinfezione delle mani e del Pos dopo ogni operazione.

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