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TARANTO: DOPO NADIA TOFFA NESSUNO SI RICORDA DI NOI

TARANTO EX ILVA – LE MAMME DEL RIONE TAMBURI: DOPO NADIA NESSUNO SI RICORDA PIU’ DI NOI

Taranto, Ex Ilva qualcuno si ricorda ancora delle mamme del rione Tamburi? Dopo Nadia Toffa la giovane, indimenticata e indimenticabile inviata de Le Iene che tanto ha fatto per questa città, sembra che sia nuovamente sceso un velo di nebbia su questo annoso problema.

Vivere a Taranto non è affatto semplice, anzi non lo è mai stato.

taranto-ex-ilva Nadia era molto legata a questa città, tanto da divenirne cittadina onoraria per il suo impegno, e dove, insieme agli amici del Mini Bar del rione Tamburi che hanno creato l’iniziativa, è stata testimonial della campagna di vendita solidale delle magliette con la scritta “Ie jesche pacce pe tè=(Io esco pazzo per te)” grazie alla quale è stato dato un forte contributo al rafforzamento del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto che porta il suo nome.

L’inchiesta di Nadia sull’inquinamento dell’Ilva è partita nel 2013, dall’incontro di Vincenzo del quartiere Tamburi, che mise in evidenza il numero elevato di ammalati di tumore.

Secondo uno studio condotto nella città, a Taranto si muore per sigarette e alcol, ma in realtà la causa è un’altra: l’inquinamento industriale.

Ci sono bambini impossibilitati a giocare nei parchi, in quanto contaminati. Tutto il quartiere è tinto di rosa dalle polveri dell’Ilva.

L’inquinamento nel Rione Tamburi

Nel Rione Tamburi l’inquinamento industriale ha provocato conseguenze sui tumori pediatrici (+54% d’incidenza del tumore infantile, rispetto alla media pugliese, +21% di mortalità infantile oltre la media regionale). Il rischio di morire per un tumore del polmone è ancora troppo alto.

Per le scuole di Taranto e in particolare del quartiere Tamburi, la prescrizione delle autorità sanitarie è di tenere le finestre chiuse e di arieggiare le aule dopo le 12.

I bambini sono esposti al doppio rischio di malattia, soprattutto nei wind days quando il vento da nord-est sparge nella città le polveri del siderurgico.

Chiudere le finestre significa evitare di essere investiti da polveri sottili che contengono sostanze cancerogene, ma aumenta il rischio che il virus si diffonda nelle classi. Aprirle, al contrario, riduce la possibilità di contagio, ma espone studenti e insegnanti ai rischi connessi all’inquinamento.

Lo stabilimento ILVA

Lo stabilimento ILVA è in funzione tutto l’anno, notte e giorno. La sua storia è centenaria e ha avuto inizio nei primi del Novecento.

Da anni l’ILVA è al centro di un vasto dibattito per il suo impatto ambientale. Le sue emissioni sono state oggetto di diversi processi penali per inquinamento. Il 24 gennaio 2019, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non aver protetto i suoi cittadini.

Quale sarà il futuro degli abitanti del rione?

Non è solo il futuro di circa 8000 posti di lavoro che è a rischio, ma anche la vita dei residenti del rione Tamburi.

O la produzione o la salute degli abitanti, una scelta potrebbe escludere l’altra.

Una città completamente abbandonata, dove le agenzie funebri lavorano a meraviglia e non sentono “odore” di crisi.

Tante promesse elettorali non rispettate, eppure c’è chi sogna ancora di poter vedere il proprio quartiere sotto un altro aspetto, c’è chi ha ancora la forza di denunciare, la forza di lottare per dare un futuro alle nuove generazioni.

Annamaria Iannelli

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