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IMMIGRAZIONE FIRENZE – FRATELLI D’ITALIA: PER IL BUSINESS DELL’IMMIGRAZIONE NON ESISTONO RESTRIZIONI.

Torselli, Draghi e Pavese: “Alla gente è vietato uscire dalla Toscana, ma intanto 55 migranti appena sbarcati arrivano dalla Sicilia”

“Apprendiamo da un documento della Prefettura che in queste ore, nella Città Metropolitana di Firenze, sono in arrivo 55 richiedenti asilo appena sbarcati in Sicilia, pronti per essere ospitati in strutture tra Firenze ed i comuni dell’empolese-Valdelsa. Ancora una volta vale la logica dei due pesi e delle due misure: infatti, se un cittadino qualunque non può, per nessun motivo, entrare ed uscire dalla Toscana, i clandestini possono liberamente continuare a sbarcare in Sicilia, per essere poi trasferiti a Firenze o a Castelfiorentino”.

Questo è quanto hanno dichiarato Francesco Torselli, portavoce regionale di Fratelli d’Italia, assieme ad Alessandro Draghi, capogruppo in consiglio comunale a Firenze, e Federico Pavese, portavoce del movimento di Giorgia Meloni nei comuni dell’empolese-Valdelsa.

“Inoltre – proseguono i tre esponenti di Fratelli d’Italia – notiamo che, mentre i cittadini toscani continuano a riscontrare molte difficoltà nel poter effettuare test sierologici e tamponi, ai migranti appena sbarcati tutto è servito su un piatto d’argento: tampone, screening totale e tutti i check-up necessari. Meglio così, senza dubbio, per la nostra sicurezza, ma questo cozza non poco con quanto ci siamo sentiti dire fino ad oggi sulla mancanza di risorse per effettuare gli stessi esami a chi, ogni giorno, si trova in prima linea per combattere l’emergenza Covid-19, come personale sanitario e delle Forze dell’Ordine, per non parlare degli anziani, dei soggetti deboli e dei ricoverati nelle RSA”.

“Fratelli d’Italia – concludono Torselli, Draghi e Pavese – si batterà, come ha fatto fino ad oggi, in tutte le sedi istituzionali per fermare questa follia dell’immigrazione incontrollata: non solo perché il numero di clandestini, in Italia, è già più che sufficiente, ma anche e soprattutto perché, in questa fase emergenziale, abbiamo già troppi problemi per poter pensare anche a mantenere in piedi il business dell’immigrazione. L’unica attività che in Italia non ha conosciuto, né lockdown, né quarantena”.

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