Il tempio viola riabbraccia i suoi eroi: oltre 20mila cuori per la festa dei 100 anni. La Fiorentina All Stars travolge 7-3 le Legends, ma il vero spettacolo è tutto sugli spalti
FIRENZE – Per una notte il tempo si è fermato. Il pallone è tornato quello di una volta, quello che bastava un nome, un numero sulla maglia o una giocata per far esplodere il Franchi.
E ieri sera, dentro quello stadio che di storie ne ha viste davvero tante, la storia della Fiorentina è tornata a vivere.
Oltre ventimila tifosi hanno riempito gli spalti per riabbracciare i grandi protagonisti del passato, in una serata organizzata per celebrare i 100 anni della Fiorentina. Sul prato del Franchi la Fiorentina All Stars ha affrontato le Operazione Nostalgia Legends. Il risultato finale, 7-3, racconta una partita ricca di gol. Ma non racconta nemmeno lontanamente le emozioni vissute a Firenze.
QUANDO È ENTRATO BAGGIO, IL FRANCHI SI È FERMATO
Il primo boato è stato per lui.
Roberto Baggio.
Il Divin Codino è tornato al Franchi e il pubblico lo ha accolto come si accoglie un campione che, indipendentemente da come siano andate le cose nel calcio, è rimasto per sempre nella memoria di chi lo ha visto giocare.
Baggio non ha giocato, ma è stato lui a dare simbolicamente il calcio d’inizio.
E accanto a lui c’era Gabriel Batistuta.
Due icone. Due campioni. Due uomini capaci, in epoche diverse, di far sognare Firenze.
Quando Baggio e Batistuta si sono ritrovati insieme sul terreno di gioco, il Franchi ha regalato una delle immagini più belle dell’intera serata.
BATIGOL, COME AI VECCHI TEMPI
Poi, però, è arrivato il momento di giocare.
E se c’è un uomo che sembra non aver mai smesso di segnare, quello è Gabriel Batistuta.
Al 19′ Luca Toni ha aperto le danze. Poi, al 20′, è arrivato lui: Batistuta.
Palla in rete e Franchi impazzito.
Il coro “Bati Gol, Bati Gol” è tornato a rimbombare sugli spalti come negli anni Novanta.
E non era finita.
Al 24′ ancora Batistuta. Ancora un gol. Ancora una volta il Re Leone sotto la curva virtuale di un Franchi che non voleva smettere di applaudire.
Quando Batistuta è uscito dal campo, la standing ovation è stata inevitabile.
Non servivano altre parole.
MUTU, PAZZINI E UNA FIORENTINA CHE NON SMETTE DI SEGNARE
La festa è proseguita con un altro grande protagonista della storia recente viola.
Adrian Mutu ha firmato il quarto gol con una conclusione spettacolare all’incrocio dei pali.
Poi è toccato a Giampaolo Pazzini, altro attaccante rimasto nel cuore dei tifosi, portare il risultato sul 5-0.
Dall’altra parte, però, le Legends hanno continuato a regalare calcio.
Antonio Di Natale ha accorciato le distanze, seguito nella ripresa da David Di Michele.
TOTTI, LA MAGIA FINALE
E quando sembrava che la serata avesse già regalato tutto, ecco Francesco Totti.
Il capitano della Roma ha ricevuto il pallone e ha fatto quello che gli riusciva meglio: inventare.
Destro preciso e palla all’angolino.
Gol di Totti.
Anche il Franchi, per una sera, ha applaudito uno dei suoi grandi avversari di un tempo.
È il bello delle partite come questa: le rivalità restano nella storia, ma davanti alla nostalgia diventano soltanto ricordi.
Il definitivo 7-3 è arrivato grazie a Franck Ribéry, mettendo il punto esclamativo su una notte già indimenticabile.
IL RISULTATO? QUASI NON CONTA
Sette gol della Fiorentina, tre delle Legends.
Ma nessuno, uscendo dal Franchi, parlerà soltanto del risultato.
Si parlerà di Baggio,di Batistuta e di Totti
Di Toni, Mutu, Pazzini, Ribéry.
Si parlerà delle maglie, dei cori, delle fotografie scattate sugli spalti e di quella sensazione difficile da spiegare che prende quando, per qualche ora, il passato torna presente.
Perché il calcio è anche questo.
È memoria, è appartenenza.
È un bambino che diventa adulto e continua a ricordare il gol del suo idolo.
È un padre che indica il campo al figlio e gli dice: “Io questo giocatore l’ho visto dal vivo”.
CENTO ANNI E NON SENTIRLI
La Fiorentina ha celebrato così il suo primo secolo di vita: riportando a casa alcuni dei suoi figli più amati.
Il Franchi ha risposto presente.
E forse non poteva esserci modo migliore per festeggiare cento anni di storia viola.
Perché una squadra può cambiare allenatori, presidenti, giocatori e generazioni.
Ma c’è qualcosa che non cambia mai.
L’amore di Firenze per la Fiorentina.
Ieri sera il Franchi non è stato soltanto uno stadio.
È stato un album di ricordi aperto sul prato verde.
E dentro quell’album, per una notte, Batistuta è tornato a essere Batigol, Baggio il Divin Codino e Totti il campione che incantava l’Italia.
Il risultato dice 7-3.
Il cuore di Firenze dice molto di più.
Buon centenario, Fiorentina.