Alzi la mano chi non ha mai detto: Basta non fare capricci! Non ce la faccio più!… lo sapevo… tutte mani basse! Tutti i genitori si sono trovati ad avere a che fare con i temuti capricci, anche i nostri nonni, non vi fidate del loro “Quando ero piccolo io queste cose non esistevano…”. Forse una volta i genitori reagivano diversamente, oggi per fortuna le cose sono cambiate.
La nostra esperta ci consiglia come sopravvivere senza sentirsi inadeguati nel ruolo di genitori/educatori.
Capricci, capirci
Vi ritrovate proprio in questo periodo, nei famosi e temuti “terrible twos”? Una mattina vi svegliate ed il vostro angioletto di bambino inizia a ribellarsi a tutto?
Una prima buona notizia è questa: capita a tutti i genitori! E’ fisiologico in ogni bambino.
Non siete voi ad essere improvvisamente diventati inadeguati o incapaci ma è il vostro bambino che è entrato in una fase di vita tanto preziosa quanto meravigliosa, dal suo punto di vista: la fase della scoperta del mondo!
Il bambino tra i 18 mesi ed i 3 anni entra fisiologicamente in una fase di crescita critica – soprattutto per i genitori – che durerà per qualche tempo perché è proprio in questo periodo che avviene un’importante presa di coscienza: la scoperta di non essere più in simbiosi con la propria madre ma di essere un individuo con desideri e personalità propri.
Ma come può scoprire il mondo ed esprimere i suoi desideri così piccolino e senza poter parlare?
Effettivamente non ha ancora un linguaggio articolato, né tanto meno capacità metacognitive ben sviluppate; l’unico strumento a cui può fare affidamento per relazionarsi è il suo corpo: picchia, morde, abbraccia, pesta i piedi, coccola, abbraccia e si aiuta con le prime paroline, quei famosi “IO, MIO, NO!”.
Così attrezzati e forti di una maggiore autonomia acquisita, iniziano a mettere alla prova se stessi, gli altri ed a confrontarsi con il mondo che li circonda.
Questi comportamenti, spesso incomprensibili agli occhi degli adulti, fanno sentire i genitori inadeguati, incapaci e frustrati: improvvisamente non riconoscono più il loro bambino e così subentra anche la preoccupazione e la rabbia di come poterlo gestire.
Questo accade perché i genitori restano tarati sul vecchio schema, quello di quando era più piccolo, ovvero quello di provvedere ai bisogni primari del bambino: mangiare, dormire, la cura igienica,…e il bambino in questo contenitore così stretto non ci sta più!
Se provate a mettervi nell’ottica del bambino, capirete meglio che per lui questo passaggio è di fondamentale importanza, finalmente muove i primi passi verso il mondo: che meraviglia lì fuori!
Cercate quindi di accettare i capricci; fanno parte integrante di ogni infanzia sana e oltretutto, danno la possibilità di sfogare la frustrazione.
Se il capriccio dovesse superare il punto di non ritorno, non tentate di fermarlo facendo ragionare il bimbo; solo quando si sarà calmato, siate gentili e pronti a comprendere le sue reazioni.
E respirate a pieni polmoni, siate pazienti. La pazienza è un grande alleato nell’educazione dei nostri figli.
Eva Ragnoli
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