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L’AMORE SA ASPETTARE… SPOSTA NON CANCELLARE!

Posticipa non cancellare!

Questa è la richiesta, ma anche grido di allarme, di centinaia di aziende del settore matrimoni ed eventi in Toscana, realtà trasversale che conta decine di migliaia di addetti, soprattutto stagionali che ogni anno contribuiscono al bilancio turistico regionale e Nazionale. Una realtà importante con numeri in crescita costante su base annuale che coinvolge strutture alberghiere, aziende di catering, illuminotecnica, fioristi, fotografi, agenzie di wedding e di event planning.

 

 

Il sistema toscano, uno dei più collaudati e rodati a livello nazionale che attrae ogni anno migliaia di coppie da tutto il mondo grazie alla sua spiccata eccellenza, sembra appeso adesso a un filo: un limbo d’incertezza basato sia sul progressivo e nazionale rimandare del ritorno alla “normalità” sia sulla situazione internazionale che fa sì che sempre più coppie decidano di posticipare il loro ricevimento a un secondo momento.

I più ottimisti guardano a settembre e a ottobre ma sono sempre di più le coppie che invece decidono di spostare i festeggiamenti al 2021, nella speranza che per allora tutto sia tornato alla normalità.

Se da un lato questo fa sì che il fatturato relativo agli eventi legati ai matrimoni (o quasi) vada perso, senza dimenticare però l’ipoteca già posta sulla stagione 2021, dall’altro sono le aziende più specializzate invece nel settore degli eventi aziendali a subire effetti che nell’immediato e nei prossimi mesi saranno più impattanti.

Basti pensare allo slittamento della rassegna di Pitti Immagine Uomo e Pitti Immagine Bimbo da giugno a settembre, manifestazione che tradizionalmente si porta dietro sfilate e party esclusivi o alla cancellazione d’interi eventi come Pitti Taste, rimandato a marzo 2021.

In questo clima d’incertezza party, cene di gala e matrimoni sembrano un ricordo lontano ma nel settore sono in molti a essere sicuri che il sistema degli eventi in Italia, una volta rientrata l’emergenza, sarà nuovamente in grado di attrarre la platea internazionale. E per una volta, ciò non è solamente imputabile al nostro impareggiabile patrimonio culturale ma anche (e soprattutto) all’esperienza delle migliaia di addetti ai lavori del settore.

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