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MINISTRO SPADAFORA IL TRIATHLON E’ UNO SPORT INVISIBILE?

Con più di 15000 tesserati iscritti nel 2019, il triathlon non è certo uno sport invisibile. Le sue discipline nuoto, ciclismo e corsa sono seguite dagli appassionati in competizioni che si svolgono in tutto il mondo. La più famosa tra queste competizioni è la IRONMAN, gara composta da 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa.

La fase 2, relativamente alle attività sportive, sembra una partita a due tra il ministro dello sport Spadafora e la lega calcio ma ci permettiamo di ricordare che ci sono tantissimi altri sport che, se anche non sono famosissimi, contano migliaia di adepti.

Oggi dedichiamo il nostro articolo al Triathlon intervistando Gianluca Calfapietra, atleta, presidente della Società FORHANS TEAM, che quest’anno compie i suoi 20 anni di attività, e organizzatore di competizioni sportive.

© FORHANS TEAM                                              © FORHANS TEAM                                              © FORHANS TEAM

D: Si parla di fase 2 per lo sport, per il triathlon quali sono le linee guida della federazione per la ripartenza?

“Per la fase 2 la Federazione al momento prevede solo la pratica a livello individuale anche se ancora non ne abbiamo la certezza in quanto nessuno si è pronunciato, anche se tutti noi lo speriamo!”

D: Tu sei stato un triatleta di livello Nazionale: lo stop di circa due mesi cosa comporta per un atleta ? In quale modo  gli atleti possono riprendere al meglio la preparazione?

“A questo punto penso sia utile dividere le due categorie: gli Atleti di livello Nazionale ed Internazionale e gli Amatori.”

“Per i primi, due mesi di stop non sono pochi, ad esempio per il nuoto tutti avranno praticato degli esercizi a casa di corpo libero o altro, ma due mesi senza nuotare è tanto! Per tutti comunque ritornare al livello di prima vuol dire lavorare almeno quattro/cinque mesi di duro allenamento. in vista di affrontare un’olimpiade tra 14 mesi.”

“Per gli Amatori di certo è stato sicuramente più uno stress mentale che fisico,  ma loro riprenderanno e forse con loro anche i nuovi runner, ovvero quelli che in questo periodo di quarantena hanno iniziato a correre per noia, per muoversi e magari qualcuno di questi continuerà!”

D: Si entra nel periodo delle competizioni sia per triathlon che per il running: le manifestazioni potranno ripartire rispettando le distanze di sicurezza?

“Questo è un tema che stiamo affrontando già da settimane con tutti gli altri organizzatori e anche le istituzioni sportive. Purtroppo gli scenari non sono ancora ben chiari per nessuno, quindi oggi tutti aspetteremo la seconda metà di maggio per capire cosa e come fare competizioni sportive.”

“A livello Internazionale non ho capito se sono più ottimisti o altro… ma certo vedere il ciclismo che sposta il Tour de France a fine agosto, il Giro d’italia al 3 ottobre e la Vuelta di Spagna a fine ottobre, le grandi Maratone internazionali che da marzo\aprile si sono spostate a settembre quella di Barcellona e a Ottobre quella di Londra, (parliamo di eventi da 20 a 40 mila partecipanti ),  ci fa un po’ sperare, vedremo se saranno più ottimisti o pazzi!”

“Per certi sport, ad oggi, è impensabile ipotizzare una distanza di sicurezza, non solo tra i partecipanti (maratone), ma anche tra il pubblico come il ciclismo dove alcune tappe vedono 30\40 mila spettatori .”

D: Quest’anno è il ventennale della tua Società e durante questo periodo di emergenza coronovirus avevi organizzato manifestazioni sia di triathlon che di running che sono state ovviamente cancellate ed altre in programma: quali difficoltà stai incontrando?

“Le competizioni in calendario sono state annullate direttamente dalle federazioni di riferimento! In questo caso possiamo farci poco, se non eseguire quanto ci viene indicato dall’alto.”

“Forse con il triathlon sarà più facile una possibile ripartenza. anche perché a livello nazionale parliamo di gare con circa 150-300 atleti partecipanti e tecnicamente sarebbe possibile far disputare delle gare a cronometro con atleti ben distanziati. Nel running, dove i numeri sono più alti, è più difficile se non quasi impossibile. Certo è che da qualche parte dovremmo anche ripartire e quindi accetteremo anche nel running, se ce lo permetteranno, gare a cronometro magari di corta distanza, con partecipazione limitata a 200\300 atleti.”

“L’importante è sapersi adeguare e apportare i giusti e necessari cambiamenti, altrimenti si rischia di sparire…”

 

 

 

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